ALTA SCUOLA PASTIFICAZIONE
Con Alta Scuola Pastificazione intendiamo creare non una scuola di cucina o pasticceria quanto una scuola specializzata in un settore particolare che si occupa della produzione e commercializzazione di alcuni alimenti base della cucina mediterranea : pane ,pasta, pizza etc. con tutti gli ingredienti che seguono e le macchine ,le produzioni e le lavorazioni inerenti .
domenica 16 dicembre 2012
venerdì 26 ottobre 2012
domenica 29 luglio 2012
imprendotoria giovanile
Il problema della NUOVA IMPRENDITORIA non è la ricerca dei finanziamenti statali che non ci sono o sono pochi ,il problema è la catena distributiva dei prodotti che è inadeguata e legata a sistemi arcaici e padronali con strutture inefficienti che sfiorano la mentalità mafiosa . La politica si occupa solo dei finanziamenti e non conosce questi problemi che sono interni al commercio.
Il nuovo imprenditore non trova disponibili catene dove inserire i suoi nuovi prodotti se non a condizioni di totale svantaggio verso le multinazionali o chi detiene posizioni dominanti . Deve lavorare e regalare i suoi prodotti se vuole sopravvivere per inserirsi in queste catene ,spesso accettando condizioni umilianti. SCUOLA E IMPRESA si è fatta portavoce di questi problemi presso Le UNION CAMERE di Puglia ,Molise e Basilicata con una lettera ai rispettivi direttori per manifestare il problema .
Il nuovo imprenditore non trova disponibili catene dove inserire i suoi nuovi prodotti se non a condizioni di totale svantaggio verso le multinazionali o chi detiene posizioni dominanti . Deve lavorare e regalare i suoi prodotti se vuole sopravvivere per inserirsi in queste catene ,spesso accettando condizioni umilianti. SCUOLA E IMPRESA si è fatta portavoce di questi problemi presso Le UNION CAMERE di Puglia ,Molise e Basilicata con una lettera ai rispettivi direttori per manifestare il problema .
giovedì 26 luglio 2012
mercoledì 25 luglio 2012
PROGETTO POLO ALIMENTARE SUD
PROGETTO POLO ALIMENTARE SUD
Esimio Presidente C.C.A.A
,
a nome del popolo delle partite IVA di
Puglia e Molise vorremmo spiegarle le nostre ragioni e ci rivolgiamo a lei e
non ai sindacati che sono roba politica e dispersiva . Ci lasci esprimere un rimprovero alle Camere di Commercio
Provinciali e a chi le rappresenta come inizio del discorso .
Purtroppo non ci sentiamo rappresentati da voi che dovreste
difendere i nostri interessi e fare da arbitri nel settore del commercio
favorendolo ,invece vi vediamo come perfetti esecutori del sistema politico che
non ha altro interesse se non le imposizioni , il controllo e le tasse . A braccetto piuttosto con il
grosso business industriale che non con il piccolo popolo dell’ IVA. Per questo vorremmo che i futuri presidenti delle
Camere di Commercio , delle UNION
CAMERE ,fossero eletti dal popolo delle partite IVA e non dai
politici.
Molti negozi e attività commerciali hanno chiuso negli anni
passati col sopravvento dei supermercati oppure le
coop, ma non c’è stata nessuna
normativa e nessuna regola che bilanciasse il settore ma tutto è avvenuto attuando
la legge del più forte e voi avete solo
registrato il fenomeno . Da parte vostra nemmeno un belato abbiamo sentito
anche se diminuivano i numeri dei vostri iscritti perché chiudevano l’ attività
, ma si vede che sono cose che a voi non
vi taggono più di tanto . Avete sempre l’appoggio dei vostri politici che è quello che conta . …..
Quando questi Supermercati arrivavano sembrava che facessero
lavorare un pò di gente e muovessero la produzione , in realtà a parte le
novità e il dispiegamento di aree e di mezzi, il commercio e le attività
produttive sono state rovinate . Questi oltre ai Supermercati coi loro prodotti
e marchi italiani ed esteri ,nelle loro
reti distributive inserivano marchi di
merce fatta produrre spesso a volte in
loco , spesso dalle loro parti per quattro lire . Merce che poi possono
rivendere a prezzi scontati nella loro rete guadagnando due volte. Infatti nelle loro reti distributive ,
approfittando della loro posizione dominante , inseriscono solo i loro marchi ,fatti produrre
magari a nord, quindi se sei un pesce
piccolo e non paghi le dovute prebende ,nella loro rete distributiva non ti
fanno entrare . Per farvi un esempio , cosi abbiamo visto negli anni passati
che nei supermercati si vendevano
orecchiette prodotte a Milano o nei pressi.
Questa è un ingiustizia che potreste eliminare subito
imponendo il divieto di poter produrre col loro marchio a supermercati e
discount .etc.
Chi ha una rete di distribuzione e distribuisce tutti i prodotti, chi deve
vendere , non può avere dei marchi da
lui fatti fare e da privilegiare taglieggiando il piccolo produttore e
mettendo il suo nome . Non cìè nulla di male che una ditta abbia la sua rete
distributiva e i suoi mezzi, ma questo non deve essere per i supermercati . Ma voi li conoscete
questi problemi ?
Ecco, d’ora in poi ,vorremmo che ascoltaste le nostre richieste,
se volte la nostra fiducia ,altrimenti saremo costretti ad associarci fuori
dalle Camere e di Commercio ,trovare al
tre vie e , anzi, contrapporci
guradandovi piu come i nostri aguzzini e non come i difensori
della nostra categoria . Un caro saluto a nome della categoria e del popolo
delle partite IVA
Carlo Eugenio ,
Presidente Scuola & Impresa
email : poloalimentaresud@gmail.com
http://poloalimentare.org/
Gomma arabica in crisi: a rischio la Coca Cola?
Gomma arabica in crisi: a rischio la Coca Cola?
Le bibite gassose (Coca e Pepsi comprese) legano la loro produzione a una sostanza esportata dal Sudan la cui economia sta crollando
Ci è voluta una sciagura analoga a quella raccontata nell'Antico Testamento per mettere seriamente in crisi due marchi che sembrano esistere da sempre e per sempre: due invasioni di cavallette che colpirono il Sudan negli anni duemila, causarono la perdita di molti esemplari di Acacia senegal, l'albero da cui si ricava la gomma arabica (e di cui il paese è esportatore di metà della produzione mondiale e di migliore qualità). La gomma arabica è fondamentale nella produzione della Coca e della Pepsi: senza, i dolcificanti si depositano sul fondo (e quindi, prima di essere bevute, le bevande andrebbero mescolate) e il liquido diventa trasparente.
Tornando agli alberi, il numero è stato ridotto anche dai riscaldamento globale mentre la domanda di gomma è rimasta costante nel tempo. A ciò si aggiunga che il Sudan non ha esattamente un governo affindabile: il presidente Omar al Bashir è ricercato da Tribunale penale internazionale per genocidio per crimini commessi in Darfur. Tutto questo ha causato il crollo delle esportazioni della gomma arabica e messo in ginocchio l'economia locale. Non solo, questa situazione ha fatto riemergere una questione politica - il rapporto tra Usa e Sudan - mai del tutto definita. Le sanzioni e l'embargo commerciale che ha colpito la nazione araba non sono mai stati esemplari e risolutivi fino in fondo. Perché?
Ovviamente per via della gomma arabica. Bloccarne il commercio equivarrebbe a chiudere il rubinetto della cola, sia essa Pepsi o Coca. E per gli americani si sa quanto siano fondamentali le due bevande. La cola-dipendenza degli Usa è ben nota ai giornali che hanno definito - nello specifico il Washington post - l'ambigua politica estera nei confronti del Sudan "soda pop diplomacy" (l'embargo è esteso a tutti i prodotti provenienti dal paese tranne, guarda caso, la gomma arabica). Ed è nota anche ai sudanesi dato che, nel 2007,il loro ambasciatore, John Ukec Lueth, minacciò di bloccare le esportazioni di gomma arabica, agitando davanti ai giornalisti una bottiglia di Coca-Cola. Ma l'uso di questa sostanza, classificata con la sigla E414, è impiegato anche in altri settori: vino, caranelle, confetti, marshmallows, yogurt, e poi colori, vernici, prodotti estetici.
Difficile pensare un'America senza gomma arabica. Difficile pensare senza il mondo intero. Ricordiamo che la cola-dipendenza degli americani resistette anche alla tragedia dell'11 settembre: il commercio della gomma arabica non fu frenato nemmeno dalle voci secondo cui Bin Laden si era accreditato buona parte del monopolio delle esportazioni. " È possibile che ogni volta che compriamo una bibita gassata di marca americana, contribuiamo ad arricchire le casse di Bin Laden", aveva tuonato a suo tempo il senatore repubblicano Frank Wolf. Ma le bibite gassate americane avevano continuato ad essere stappate (e bevute) dai cittadini americani.
No, nemmeno una sciagura biblica come un'invasione di cavallette è sufficiente. Il business della gomma arabica, in un modo o nell'altro, sopravviverà, c'è da scommetterci.
http://life.wired.it/news/food/2012/07/24/gomma-arabica-coca-cola-pepsi.html?utm_source=facebook&utm_medium=marketing&utm_content=
Le bibite gassose (Coca e Pepsi comprese) legano la loro produzione a una sostanza esportata dal Sudan la cui economia sta crollando
Ci è voluta una sciagura analoga a quella raccontata nell'Antico Testamento per mettere seriamente in crisi due marchi che sembrano esistere da sempre e per sempre: due invasioni di cavallette che colpirono il Sudan negli anni duemila, causarono la perdita di molti esemplari di Acacia senegal, l'albero da cui si ricava la gomma arabica (e di cui il paese è esportatore di metà della produzione mondiale e di migliore qualità). La gomma arabica è fondamentale nella produzione della Coca e della Pepsi: senza, i dolcificanti si depositano sul fondo (e quindi, prima di essere bevute, le bevande andrebbero mescolate) e il liquido diventa trasparente.
Tornando agli alberi, il numero è stato ridotto anche dai riscaldamento globale mentre la domanda di gomma è rimasta costante nel tempo. A ciò si aggiunga che il Sudan non ha esattamente un governo affindabile: il presidente Omar al Bashir è ricercato da Tribunale penale internazionale per genocidio per crimini commessi in Darfur. Tutto questo ha causato il crollo delle esportazioni della gomma arabica e messo in ginocchio l'economia locale. Non solo, questa situazione ha fatto riemergere una questione politica - il rapporto tra Usa e Sudan - mai del tutto definita. Le sanzioni e l'embargo commerciale che ha colpito la nazione araba non sono mai stati esemplari e risolutivi fino in fondo. Perché?
Ovviamente per via della gomma arabica. Bloccarne il commercio equivarrebbe a chiudere il rubinetto della cola, sia essa Pepsi o Coca. E per gli americani si sa quanto siano fondamentali le due bevande. La cola-dipendenza degli Usa è ben nota ai giornali che hanno definito - nello specifico il Washington post - l'ambigua politica estera nei confronti del Sudan "soda pop diplomacy" (l'embargo è esteso a tutti i prodotti provenienti dal paese tranne, guarda caso, la gomma arabica). Ed è nota anche ai sudanesi dato che, nel 2007,il loro ambasciatore, John Ukec Lueth, minacciò di bloccare le esportazioni di gomma arabica, agitando davanti ai giornalisti una bottiglia di Coca-Cola. Ma l'uso di questa sostanza, classificata con la sigla E414, è impiegato anche in altri settori: vino, caranelle, confetti, marshmallows, yogurt, e poi colori, vernici, prodotti estetici.
Difficile pensare un'America senza gomma arabica. Difficile pensare senza il mondo intero. Ricordiamo che la cola-dipendenza degli americani resistette anche alla tragedia dell'11 settembre: il commercio della gomma arabica non fu frenato nemmeno dalle voci secondo cui Bin Laden si era accreditato buona parte del monopolio delle esportazioni. " È possibile che ogni volta che compriamo una bibita gassata di marca americana, contribuiamo ad arricchire le casse di Bin Laden", aveva tuonato a suo tempo il senatore repubblicano Frank Wolf. Ma le bibite gassate americane avevano continuato ad essere stappate (e bevute) dai cittadini americani.
No, nemmeno una sciagura biblica come un'invasione di cavallette è sufficiente. Il business della gomma arabica, in un modo o nell'altro, sopravviverà, c'è da scommetterci.
http://life.wired.it/news/food/2012/07/24/gomma-arabica-coca-cola-pepsi.html?utm_source=facebook&utm_medium=marketing&utm_content=
sabato 14 luglio 2012
RICERCA PARTNERS CHE INVESTONO NEL SETTORE ALIMENTARE
CERCHIAMO PARTNERS PER LANCIARE DUE NUOVE BEVANDE DISSETANTI A LIVELLO NAZIONALE .
CERCHIAMO PARTNERS CON SOLDI DA INVESTIRE NEL SETTORE PANE ,TARALLI , MACCHINE AUTOMATCHE PER LA PIZZA , PRODUZIONE GELATI .
scivere all indirizzo email : poloalimentaresud@gmail.com
http://italsoda.blogspot.it/
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